26/07/2019

Arte in fabbrica

Ratti ospita l’installazione “Iconostase” di Yona Friedman, il principale esponente dell’architettura mobile degli anni ’50, espressione di una libera possibilità nel vivere l’arte ed il design.

 

Ratti ribadisce il suo essere portavoce dei valori per la tutela e per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico ospitando “lconostase”, un’architettura, un museo mobile e modulare collocato nel proprio parco, tra l’edificio degli uffici e lo stabilimento, creando un ideale prolungamento dell’architettura dell’azienda. La struttura, un iconostase formata da circa 500 cerchi di ferro di 150 cm di diametro l’uno, collegati tra loro, è un work in progress artistico e architettonico. Composto mediante ‘improvvisazione’ e applicando le Space-Chain Techniques di Yona Friedman valorizza i concetti di autonomia, adattabilità, sostenibilità, auto-organizzazione, auto-pianificazione.

L’artista

Yona Friedman è uno dei più importanti esponenti dell’architettura radicale del dopoguerra. Sostiene i principi di un’architettura capace di comprendere le continue trasformazioni che caratterizzano la mobilità sociale, basata su “infrastrutture” che prevedono abitazioni e norme urbanistiche passibili di essere create e ricreate, a seconda dell’esigenza degli abitanti e dei residenti. Il suo pensiero sull’architettura e l’urbanistica è sempre sensibile agli sviluppi che caratterizzano il contesto sociale, economico e ambientale. Yona Friedman predilige una forma di architettura mobile, sostenibile e interculturale capace di adattarsi ai grandi cambiamenti della nostra contemporaneità.
Friedman ha partecipato attivamente al clima culturale e utopico dell’architettura degli anni ’60, nota come “Età della megastruttura”, sviluppando l’idea della Ville Spatiale. Ha lavorato per le Nazioni Unite e l’Unesco, attraverso la diffusione di alcuni manuali di auto-costruzione nei Paesi africani, sudamericani e in India. In occasione della progettazione del Lycée Bergson ad Angers, in Francia, completato nel 1981, ha pubblicato un procedimento secondo il quale la distribuzione e la disposizione di tutti gli elementi architettonici erano pensate e decise dai futuri utenti. Larga parte del suo lavoro si sviluppa attraverso testi teorici e disegni che sintetizzano il suo pensiero ad un vasto pubblico.
Ha partecipato a numerose mostre internazionali come la Biennale di Venezia e Documenta e le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei internazionali.

Il viaggio dell’opera

Seguendo i principi base del museo mobile, gli anelli sono oggi al loro sesto assemblaggio. Prima di arrivare a Guanzate, costituivano gli elementi strutturali di Architecture without Building, una mostra a cura di Lorenzo Benedetti tenutasi presso il museo olandese De Vleeshal; in seguito hanno viaggiato verso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa su invito degli studenti e di Nico Dockx, per diventare Museum without Building. La struttura è stata esposta per tre anni presso la Fondazione Antonio Ratti, dove seguendo il pensiero di Friedman, è stata trasformata per forma e contenuto a seconda delle necessità, conversazioni ed idee delle persone che di volta in volta hanno preso parte al progetto Yona Friedman Museum – Le Musée du Quotidien.
Infine la struttura è stata esposta nelle mostre Il tessuto come arte. Antonio Ratti imprenditore mecenate (1 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018, Palazzo Te, Mantova) e ARABESQUES. Antonio Ratti, il tessuto come arte (14 marzo – 20 maggio 2018, Roma, Museo Nazionale Romano). In queste due ultime occasioni Friedman ha scelto di combinare i cerchi d’acciaio con una serie di opere stampate su tessuto dalla Ratti S.p.A. I disegni delle stoffe rappresentavano il tema della verità analizzato da Friedman nel corso della sua lunga carriera, che vede l’architettura riflettersi in attente analisi della società contemporanea in continuo cambiamento.

Nell’accogliere all’interno della propria realtà produttiva l’opera di Yona Friedmand, Ratti riafferma il proprio legame con il mondo dell’arte, rinnovando, anche grazie all’omonima Fondazione, quei valori che fanno parte della tradizione e della storia dell’azienda. L’heritage, infatti, del gruppo è il risultato di un patrimonio consolidatosi nel corso degli anni, mosso da una spinta notevole verso l’eccellenza artigianale ed originato da un complesso di conoscenze che, dal 1945, hanno delineato un nuovo modello creativo di stile.

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Terme di Diocleziano, Roma

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Fondazione Antonio Ratti, Como

Installation view_ Yona Friedman_Palazzo Te_ph G.
Palazzo Te, Mantova