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Nuova collaborazione per Ratti

 

Creativamente provocante, sostenibile e made in Italy. La nuova collezione “Lagos Edition” ispirata alle opere dell’artista africana Yega, segna l’inizio della collaborazione tra Ratti e Mirella Broggi Daughters, mettendo in risalto le somiglianze tra culture senza per questo omologarle, dimostrando invece che le differenze possono convivere nella condivisione di valori e tradizioni comuni.

Colori e sperimentazioni, trovano nella seta e nell’arte della stampa di Ratti il perfetto mix per dar vita ad un turbinio di variazioni creative in cui l’arte nigeriana e 7 preziosi dipinti di Yega trovano una nuova espressione stilistica. Una collezione evocazione di queste atmosfere che, attraverso la seta, valorizza i colori sabbiati, gli ocra ed una gamma infinita di tonalità di rosso.

Opulenza e tecnica, così come stravaganza e precisione si fondono in una collezione di tessuti base per chimoni e kaftani che raccontano immagini ed atmosfere intrise degli elementi più caratteristici della cultura visuale nigeriana.

 

TCLF Pact for Skills: le persone al centro della competitività di settore.

Ratti e altre 117 organizzazioni hanno firmato in data 16 dicembre il TCLF Pact for Skills, iniziativa promossa dalla Commissione Europea e coordinata da EURATEX.

I firmatari di questo Patto riconoscono la sfida delle competenze nell’ecosistema tessile e si impegnano a investire nella riqualificazione dei lavoratori, integrando competenze green e digital e beneficiando del networking e delle risorse offerte dalla CE.

L’obiettivo principale del patto è massimizzare l’impatto degli investimenti nel miglioramento delle competenze esistenti e nella formazione di nuove competenze, per aumentare l’attrattività del settore.

Per raggiungere questo obiettivo, il Patto riunisce vari attori nei settori TCLF (tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature): tutti i tipi e dimensioni di imprese, organizzazioni, parti sociali, fornitori di formazione professionale e di istruzione e autorità regionali/comunali. Insieme, si impegnano a sviluppare misure che affrontino le principali sfide nel riqualificare e migliorare le competenze della forza lavoro, creando così un ecosistema competitivo, sostenibile e resiliente.

I firmatari del Patto si impegnano a contribuire alla realizzazione di tali obiettivi, nei limiti delle loro competenze e capacità. A questo proposito, verranno promosse azioni collaborative per mobilitare nuovi investimenti.

I firmatari si impegnano a contribuire alla promozione del Patto per le competenze e potranno partecipare alle sue strutture di governance, che saranno istituite all’inizio del 2022.

 

Ratti by nature – la nuova cartella di colori naturali.

Abbiamo compiuto un ulteriore passo per una produzione sempre più sostenibile, con il nuovo progetto “By nature”: una cartella colori con 15 cromie esclusivamente naturali destinate alla tintura dei tessuti.

Le tinte naturali sono biodegradabili, oltre che derivate da fonti rinnovabili.
I colori scelti vengono estratti da materiali naturali come piante, minerali e dal mondo animale, come cocciniglie o murici, per cui sono irriproducibili e unici per natura.

La nuova proposta di colori naturali rientra nel più ampio progetto Ratti for Responsibility.

L’approccio green della produzione in ratti

Il tema della sostenibilità per Ratti è sempre stato un tema caro e al centro di continui miglioramenti. Nell’enorme macchina dell’industria della moda, il settore del tessile è in prima linea per promuovere e salvaguardare le iniziative sociali, culturali e ambientali. Partendo dalla scelta dei filati e dei tessuti, fino ad arrivare alle pratiche aziendali, Ratti opera ogni giorno per essere un’azienda più verde, apprezzata e scelta da tutti coloro che credono in una moda ecologica e sostenibile.

I progetti e iniziative per la moda ecologica

Al giorno d’oggi ci sono molti modi per contribuire a rendere l’industria della moda più sostenibile. La scelta adottata da Ratti, oltre ai tessuti sostenibili, comprende anche pratiche sociali, culturali e innovative che riguardano la filatura, la stampa e la tintura dei propri tessuti pregiati.

Il riciclo è al centro delle molte attività, in particolare all’interno del progetto Second Life, nato proprio con l’intento di implementare l’economia circolare di recupero di vari materiali siano questi prodotti finiti o scarti tessili. La prima iniziativa si chiama 2ndLife Fibers e propone la realizzazione di imbottiture a partire da seta riciclata. La seta è una fibra ottima per le sue proprietà termiche e traspiranti che la rendono adatta a essere trasformata in ovatta diventando così un materiale tessile innovativo.

Sempre sul tema della circular economy e della moda sostenibile, 2ndlife Hydro propone un servizio di impermeabilizzazione dei capi a cui siamo più affezionati. Il processo di impermeabilizzazione, oltre a contribuire alla riduzione dei capi gettati perché non più performanti, è rispettoso dell’ambiente in quanto privo di sostante fluorocarboniche.

Il terzo progetto chiamato 2ndLife Print segue la scia della circolarità e del riciclo, provvedendo a dare nuova vita ai capi invenduti e ai fondi di magazzino. In questo caso, la creatività di Ratti e la sua profonda tradizione si incontrano per far rinascere i capi attraverso la ristampa dei tessuti con l’antica tecnica manuale di stampa a “planche”.

Moda ecologica: non solo progetti ma investimenti concreti

Accanto a questi progetti, l’impegno ambientale dell’azienda è rivolto all’attenta gestione dei materiali tessili utilizzati nei processi produttivi come la riduzione degli agenti chimici nelle tinture che vengono pian piano sostituiti da coloranti naturali. Tutto ciò va a influire positivamente sulla gestione delle acque di scarico. I continui controlli periodici e i cambiamenti nei materiali usati nel processo produttivo fanno sì che la gestione degli scarichi sia efficace e sempre in corso di potenziamento.

Occorre inoltre aggiungere che la sostenibilità ambientale in un’ottica di moda ecologica, arriva non solo dalle fabbriche ma anche dagli uffici. Gli investimenti portati avanti dal 2014 hanno permesso la diminuzione dei consumi di energia elettrica e metano, grazie a una serie di interventi sugli impianti elettrici così come sostituendo vecchie macchine e batterie oramai giunte alla fine della loro efficienza, con modelli di nuova generazione.

Ratti collabora con Project for People

In occasione della nona giornata mondiale dedicata alla generosità ed alla solidarietà, Ratti, da sempre attenta ad ogni forma di sostenibilità sociale, e Project for People, associazione che da 28 anni opera in ambito sanitario, educativo ed economico a favore di oltre un milione di mamme e bambini in Bénin, Brasile, India e Italia, si uniscono in partnership per sostenere un laboratorio di sartoria sociale gestito da professionisti provenienti da diversi Paesi dell’Africa e dar vita ad un collezione di borse ed accessori unici, uniti da un unico ed esclusivo “filo rosso”.

Il wax di cotone Ratti adattandosi ad ogni tipo di confezione crea le basi per il lavoro di Project for People che accoppiandolo con il tessuto di jeans realizza una collezione di borse ed accessori unici, frutto di studio e ricerca per mostrare i segni che marcano la differenza tra una borsa e l’altra quasi fossero opere d’arte.

Se vuoi conoscere meglio il progetto clicca qui 

Ratti insieme a Telefono Donna per la Giornata Mondiale Contro la Violenza

In occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, Ratti ha collaborato con il Centro Antiviolenza Telefono Donna di Como e gli studenti de Istituto ISIS Paolo Carcano per un progetto che ne sottolinea l’assoluta importanza.

Presso la Biblioteca comunale di Como (Piazzetta Venosto Lucati 1) è stata inaugurata la mostra  “Nel nome delle rose, nel nome delle donne”, in cui sono esposti 57 foulard disegnati dagli studenti del Setificio  e stampati da Ratti. Questi foulard rappresentano il tema del rifiorire delle donne attraverso le difficoltà della vita.

La mostra rimarrà aperta al prossimo 4 dicembre con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle ore 19:00, e il sabato, dalle ore 14:00 alle ore 19:00.

 

 

 

Quadriennale in Chimica e Materiali a curvatura tessile: un percorso apprezzato da studenti e aziende.

Si è tenuta lunedì 22 novembre, presso l’ISIS Paolo Carcano di Setificio, la conferenza stampa per promuovere il percorso quadriennale di Chimica e Materiali a curvatura tessile. Una modalità che il Ministero dell’Istruzione annuncia di voler ampliare con una proposta di oltre mille corsi in tutta Italia.

Prima della conferenza stampa, il nostro Amministratore Delegato e Presidente di Sistema Moda Italia, Sergio Tamborini, insieme al Presidente di Fondazione Setificio Graziano Brenna e al Dirigente scolastico Roberto Peverelli, ha visitato l’ISIS Paolo Carcano di Setificio incontrando studenti e docenti e apprezzando l’offerta formativa dell’istituto.

Graziano Brenna, Presidente di Fondazione Setificio, ha esordito sottolineando che si tratta di un corso che “ormai da quattro anni apre la mente dei ragazzi su un mondo molto variegato e va pubblicizzato soprattutto alle famiglie, considerato che i ragazzi di 12-13 anni normalmente scelgono la scuola in base ai consigli che vengono dai genitori e dagli amici. È sbagliato pensare che un percorso quadriennale sia un corso di serie B: in realtà permette i ragazzi di terminare gli studi con un anno di vantaggio. A pochi metri dalla nostra scuola c’è il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi dell’Insubria: i diplomati possono subito iniziare l’università e laurearsi prima. Quando abbiamo iniziato c’erano cento sperimentazioni, ora saranno non meno di mille e a breve, con i progetti del Ministro Patrizio Bianchi, potrebbero diventare diverse migliaia”.

Sergio Tamborini, Presidente di Sistema Moda Italia, ha proseguito “SMI rappresenta circa 40mila aziende: si tratta di 400mila addetti, persone che fanno lavori che spesso nella filiera della moda non sono rappresentati. Quando si pensa al nostro mondo, vengono subito in mente le sfilate e gli stilisti: appare tutto come uno show, ma dietro c’è una quantità di lavoro manuale che pochi conoscono davvero. In SMI vogliamo ridare dignità al lavoro manuale, che è una parte importantissima del nostro lavoro, e vogliamo informare, prima ancora di formare, raccontando cosa è il nostro mondo, cosa vi accade. Se ai genitori viene offerto solo un modello, come quello dello stilista, i ragazzi verranno orientati verso una certa professione. Purtroppo, l’informazione su cosa sia realmente il mondo manufatturiero tessile è scarsa. Nella nostra industria mancano tecnici, mancano operai. Le aziende hanno bisogno di persone formate, e devono essere formati anche gli insegnanti. Dobbiamo puntare sull’alternanza-scuola lavoro ma anche valutare di utilizzare le persone che escono dal mondo lavorativo per formare con la loro esperienza i giovani.

Gianluigi Broggini, Docente del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia Università degli Studi dell’Insubria: “Come accennato da Graziano Brenna, il percorso formativo di cui parliamo può essere protratto anche in università. Il corso di laurea in Chimica ormai da vent’anni è strutturato in modo da permettere agli studenti di sviluppare competenze forti già dai primi anni. Poi, chi ha più interesse ad approfondire le aree base della Chimica, può proseguire la magistrale che permette sbocchi nell’ambito della ricerca e in azienda, in varie posizioni. Per chi invece è più orientato verso temi professionalizzanti, sono disponibili insegnamenti istituiti in sinergia con enti del territorio per formare nelle tematiche più vicine alle aziende. Ad esempio, Chimica e tecnologia delle formulazioni o Chimica delle sostanze coloranti. Questo fa sì che la formazione abbia una valenza in termini applicativi, ed è un’opportunità direi unica in ambito nazionale. Da sottolineare la disponibilità delle aziende e dei docenti a mettersi in gioco in campo formativo, con un’attenzione particolare mirata alla preparazione specifica dei ragazzi. Negli ultimi anni, gli iscritti al nostro ateneo sono sempre di più e arrivano ragazzi da diverse zone d’Italia. Mediamente, gli studenti del Setificio hanno un ottimo livello di preparazione”.

Claudio Gentili, Former Education Area Manager di Confindustria: “Lo scorso ottobre il Presidente Draghi, parlando in una scuola tecnica di Bari, ha detto parole preziose: ‘Investire nella scuola è un dovere civile e un atto di giustizia sociale. Un sistema educativo che non funziona alimenta le disuguaglianze, ostacola la mobilità e priva l’Italia di cittadini capaci e consapevoli’. Conosco bene Como e vi invidio. In una realtà di desertificazione delle specializzazioni tecniche (il cosiddetto mismatching), voi avete la fortuna di avere il Setificio, che è strettamente collegato alle imprese. Un tempo era normale, oggi è un grande privilegio da conservare e rafforzare. Non è un vantaggio uscire prima dalla scuola, è un ‘non svantaggio’. Perché in Europa la scuola dura dodici anni e i nostri ragazzi che vanno a lavorare all’estero arrivano un anno in ritardo. Il quadriennale è un modo per non essere svantaggiati rispetto agli altri studenti europei”.

Paolo Bastianello, Comitato Education di Confindustria Moda: “Rappresento un settore industriale che raggiungeva 98 miliardi di fatturato – di cui 70 di export – prima del Covid. Nel 2018, si era stimato che da questo mondo sarebbero uscite 48-50mila persone per ragioni di età. Dobbiamo colmare questo vuoto. Nelle nostre aziende è stata saltata una generazione. Il corso quadriennale del Setificio è essenziale come l’aria in tutto il settore manufatturiero. Vi prego però di non scrivere ‘il mondo del fashion’ ma ‘l’industria della moda e accessorio’. La parola fashion trae in inganno: dobbiamo far capire alle famiglie e ai docenti orientatori che la formazione tecnica non è di serie B. Siamo il biglietto da visita dell’export italiano ma non si vive di sole sfilate. Ad esempio, fare l’orlatrice nel calzaturiero di alta gamma non è un lavoro di serie b. Il prossimo Job&Orienta (in programma dal 25 al 27 novembre a Verona) sarà incentrato sulla sostenibilità Oggi significa, ad esempio, saper realizzare un paio di jeans con meno acqua, riciclare quest’acqua, ma servono competenze.

Roberto Peverelli, Dirigente Scolastico ISIS Paolo Carcano di Setificio, ha concluso i lavori dicendo: “credo che da quello che abbiamo ascoltato emerga con chiarezza quanto le scuole siano parte integrante di un sistema, producano formazione per il mondo delle imprese e del lavoro, non siano realtà separate tra loro.

L’ISIS Paolo Carcano di Setificio lavora molto su questo: cerchiamo di costruire legami, di dissolvere frontiere, di ridurre separazioni inutili tra scuola e impresa, e lo facciamo in molti modi, con l’alternanza scuola-lavoro, l’apprendistato, il placement. Abbiamo diverse tipologie di corsi, i nostri studenti di chimica sono tanti e molti proseguono gli studi all’Università. Per loro è importante acquisire competenze in campo di chimica tessile, perché potranno ritornarvi con una qualifica superiore. Il corso quadriennale, giunto al quarto anno, è stata un’esperienza importante. Abbiamo ricevuto pareri favorevoli sulla preparazione degli studenti e credo che questa esperienza sia una risorsa per il territorio su cui insistere e lavorare. Inoltre, come Presidente della Rete TAM – Rete nazionale degli istituti settori tessile abbigliamento moda), che lavora a strettissimo contatto con SMI e con Confindustria Moda, vorrei sottolineare come in questi anni abbiamo prodotto tanto in termini di idee e azioni per promuovere le nostre scuole. La scuola deve essere capace di attirare studenti, di formarli, ma per farlo bene abbiamo bisogno di continuare a crescere in qualità. Le competenze cambiano, l’istruzione deve essere sempre migliore”.

In questo video la testimonianza del Presidente della Fondazione Setificio Graziano Brenna e del Presidente di Sistema Moda Italia, Sergio Tamborini, che insieme hanno visitato aule e laboratori di Via Castelnuovo.

Cop26

Ratti presente al COP26 di Glasgow con il progetto 2ndLife

In occasione del ventiseiesimo vertice, da qui il nome Cop26, presieduto dal Regno Unito, Ratti ha scelto di partecipare e raccontare, nella BlueZone espositiva della conferenza, il proprio progetto di upcycling “2ndLife”.

Da oltre 30 anni, le Nazioni Unite riuniscono quasi tutti i Paesi del mondo per trattare il tema del clima, cercando di rendere questo argomento una questione di priorità assoluta. Durante i lavori del vertice di Glasgow, al quale saranno coinvolti oltre 190 leader mondiali insieme a decine di negoziatori, rappresentanti di governo, delle aziende e delle associazioni, saranno presentati i diversi contributi su come affrontare i cambiamenti climatici ed arrivare a definire le strategie a lungo termine in tema di economia circolare.  

Un’economia è circolare quando il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è tenuto in vita il più a lungo possibile. Nella circolarità, il “rifiuto” cessa di essere tale (end of waste) e diventa materia prima seconda. Partendo da questo assunto, 2ndLife di Ratti diventa un progetto volto alla progettazione e realizzazione di prodotti e servizi circolari, oltre che materiali a cui dare una nuova vita.

Il progetto 2ndLife si struttura in:

2ndLIFE FIBERS che trasforma la seta riusata/riciclata in un isolante innovativo dalle eccellenti prestazioni tecniche, creando, al contempo, una connessione versatile verso l’esterno. Questa ovatta unica, leggera e traspirante è realizzata con riuso/riciclo della seta stabilendo un nuovo standard nel mondo dello sport e del casualwear.

2nd LIFE PRINT L’upcycling dei capi invenduti oltre ad abbattere le emissioni rispetto ad una produzione ex-novo, permette di evitare una perdita economica, recuperando un capitale immobilizzato destinato alla svalutazione. Con 2nd LIFE PRINT si aprono le porte a un servizio di unicità e personalizzazione attraverso una varietà infinita di soluzioni creative che coniugano innovazione e heritage culturale di Ratti

2nd LIFE HYDRO riguarda la progettazione di un processo industriale che ripristina le performance e le funzionalità idrorepellenti delle giacche sportive, prolungando il ciclo vitale del capo e minimizzando l’impatto ambientale.

Ratti, al COP26, conferma la propria filosofia costruita su una forte valorizzazione delle proprie risorse artigianali e culturali, oltre che su investimenti in sostenibilità, tecnologia e ricerca allo scopo di poter rispondere ad un mercato globale sempre più in cerca di chiarezza e trasparenza.