Como
Città della Seta

DA LUDOVICO IL MORO ALLA GRANDE ARTE SERICA DEL SEICENTO.

La produzione della seta nel territorio di Como risale al XV secolo, introdotta in Europa dal lontano Oriente. Un impulso decisivo viene dato dal duca di Milano, Ludovico Sforza detto “il Moro” per via della carnagione scura e per via del gelso, che in dialetto comasco è chiamato “murun”. Il Duca obbliga i contadini a piantare nei campi gli alberi di gelso, le cui foglie sono l’unico alimento del baco da seta.

Nel corso di pochi decenni la tradizionale produzione di lana del comasco cede il posto alla seta: si allevano i bachi, si lavora la fibra. Inizia cosi uno sviluppo che nel ‘600 fa dell’Italia e di Como la terra di eccellenza per la produzione di stoffe  dai meravigliosi disegni e colori. E l’Europa si inchina, al cospetto della bellezza.

DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE A COMO CITTÀ DELLA SETA.

La rivoluzione industriale tra il ‘700 e la prima metà dell’800, dissemina il territorio di Como di torcitoi e filatoi. Nascono gli imprenditori, nel senso moderno del termine, capaci di creare una nuova cultura. I “Tessuti d’Arte” di Guido Ravasi, premiati alle esposizioni internazionali di arti decorative, vestono papi e regine e arredano le case di illustri esponenti del mondo della finanza, della politica e della cultura. La fama delle sete comasche  ha valicato ogni confine. Antonio Ratti nasce nel 1915. Nel 1945 fonda la “Tessitura Serica Antonio Ratti”. Nasce il nostro mondo.

Como Città della seta. Como capitale mondiale della seta. Una comunità di imprenditori, artisti, maestranze specializzate, disegnatori, artigiani, cultori del lavoro a tutti i livelli. Una cultura serica diffusa, autentica, orgogliosa del proprio saper fare, della propria raffinatezza, della capacità di trasmettere competenze e professionalità alle nuove generazioni. Il punto di riferimento di tutte le più importanti maison della moda e dei grandi produttori di abbigliamento.

Il nostro mondo

La cultura del bello

Lo spettacolo della seta